Ci risulta che ieri i sindacati confederali abbiano inviato una lettera agli organismi datoriali nella quale si sollecita la ripresa degli incontri per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Eccezionale tempismo.
Il testo dice che la lettera dà seguito a un incontro tra le parti avvenuto il 25 novembre del 2024, un lunedì. Che strano, il lunedì successivo, 2 dicembre, veniva firmato lo sciagurato accordo che cancella il Fondo Casella.
A questo punto, da un lato a 14mila lavoratori si toglie la pensione e ai pochi attivi rimasti gli si offre il rinnovo del contratto del 2021. Impossibile, dato che i sindacati non sono evangelici, che la mano destra non sappia quello che ha fatto la sinistra.
Più credibile che nella trattativa gli editori abbiano fatto la parte della Salomé: voglio la testa del Battista, qui chiamata Casella, e i sindacati gliel’hanno messa sul piatto.
I conti sono, seppure spannometrici, abbastanza chiari: con l’abolizione del Casella gli editori risparmiano 20milioni l’anno; se con una manciata di tabacco di aumenti ne spendono 2 all’anno, massimo – che nella busta paga dei lavoratori non saranno più di € 30 – il gioco vale la candela, via la testa del Casella, largo al contratto!!!
È proprio il caso di dire che il sindacato pasteggia sulla testa dei lavoratori… anzi la vende! Il contratto come carota il Casella come bastone.
Rinnovo l’invito a coinvolgere quanti più lavoratori attivi e pensionati nel Coordinamento, La nostra voce conta e può fare la differenza. Uniti possiamo difendere i nostri diritti e proteggere il nostro futuro. A oggi siamo circa 800.
Qui la lettera di sollecito per avviare i colloqui per il rinnovo del contratto.

Lascia un commento