Credo che saremo costretti, persistendo il silenzio assordante del Parlamento, a indire una manifestazione a Roma. Tutta da organizzare e verificare nella effettiva volontà da parte degli iscritti al coordinamento.
Comporterà per noi tutti uno sforzo enorme, ripagato però dalla consapevolezza di essere nel giusto; di aver presentato argomenti convincenti e analisi circostanziate su ciò che è accaduto; di aver presentato una soluzione percorribile da tutti gli attori sulla scena.
Chiederemo di essere ricevuti dalla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza, presieduta dal prof. Alberto Bagnai.
Con l’obiettivo di sospendere la validità dell’accordo sindacale e di istituire un tavolo nel quale ridiscutere la situazione del Fondo e la soluzione.
I lavoratori tutti non devono perdere un solo centesimo di quello che hanno versato al Casella, tanto o poco che sia. Così come non hanno potuto sottrarsi nel corso della loro vita lavorativa ai prelievi sul loro stipendio così non deve esserci nessuno che possa, come fa quell’accordo, sottrarli due volte!!! La prima dallo stipendio, la seconda dal fondo dove erano stati depositati con fiducia.
Non si illudano coloro che credono in una rinascita del Casella sotto le spoglie di Byblos: se è fallito il primo non c’è alcuna certezza che non possa fallire il secondo, dove le garanzie sono ancora meno cogenti del primo.
Ponetevi la domanda!! Non sono riusciti a garantire un fondo obbligatorio perché non dovrebbero riuscire i nostri eroi ad affossarne un altro che obbligatorio non è?

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