Il riferimento all’art. 38 comma 4 della Costituzione con il quale si chiude il nostro appello alla politica pubblicato sul “Corriere della sera” non è una trovata retorica.
È la sostanza stessa della nostra azione. La nostra opposizione, totale e assoluta, alla scelta dell’autoliquidazione del Casella, proviene dalla lettera, e ancor più dallo spirito di quell’articolo in Costituzione.
I versamenti obbligatori agli enti pensionistici sono garantiti dallo Stato e dal suo ordinamento che introduce una fonte giuridica di rango più elevato di quella contenuta nella carta istitutiva del Casella che prevede all’art. 13 la possibilità dell’autoliquidazione.
Per il rispetto di quella norma ci batteremo fino alla morte.
Non abbiamo alcuna responsabilità sul dissesto del Casella. Coloro che l’hanno provocato, in misura e modi che dovrebbe obbligare la magistratura a una seria indagine penale, saranno prima o poi chiamati a risponderne.
È una vicenda che non può essere raccontata e portata all’opinione pubblica come un normale dissesto dovuto alla piramide rovesciata. Ma come un vero e proprio tradimento delle ragioni che stanno alla base della convivenza civile.
Naturalmente la totalità della carta stampata non ne ha parlato e, purtroppo, credo continuerà a non parlarne. Abbiamo sempre più segnali di una vera e propria censura assoluta sul tema. E da tutto il quadrante delle opzioni politiche e ideologiche presenti sul mercato editoriale.
Ormai tutte le redazioni giornalistiche sanno del problema. Le trasmissioni tv, di ogni ordine e grado – anche quelle più infime, praticamente quasi tutte – pure. Nonostante questo non ne vogliono e non ne possono parlare.
Ma non solo, nelle poche interlocuzioni che abbiamo con giornalisti, riscontriamo la logica folle del sistema dell’informazione. “Scusa – mi dicono subito dopo che ho raccontato per sommi capi la vicenda – ma perché nessuno ne parla?”. Chiediti tu il perché e datti una risposta! “E sì, ma io come faccio a dire al mio capo che la questione è importante se nessuno ne parla?”. Perfetto loop vizioso e inconcludente di un sistema putrefatto.
Per questo la Carta costituzionale, o ciò che ne resta, per noi è fondamentale.

Lascia un commento