Alle origini dell’insostenibilità dell’ente pensionistico Casella – 1

C’è certamente l’applicazione della legge per l’editoria 416/1981, deroghe ed emendamenti successivi compresi.
Nel 1980 il numero dei lavoratori attivi iscritti al Casella era di circa 15.200. I pensionati erano 6.000. I lavoratori iscritti all’ente a causa del loro prepensionamento dal 1981 sono, per difetto, più di 10mila.
Su questi numeri è documentabile una sottostima della riserva matematica del 52% tra il 1981 e il 1990. E questo per effetto di accordi sindacali con gli editori che direttamente li favorivano.

Il consiglio di amministrazione del Casella, nel quale sedevano gli stessi che firmavano gli accordi, si limitava e prendere atto del mancato introito e nulla diceva sugli accordi.

Così, solo per i primi dieci anni di applicazione, il minor accumulo di riserve per il Casella è calcolabile ad almeno 100 milioni di €!!!

Come la mettiamo con la diceria della piramide rovesciata? Chi è responsabile? I lavoratori o chi non ha versato quello che doveva versare, aiutato in questo dal sindacato?



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