Mi hanno inoltrato il testo di una mail inviata dall’RLS di un’azienda in contratto poligrafico ai colleghi indicativa del livello di grossolana manipolazione e inganno che il sindacato diffonde a piene mani tra i lavoratori.
Nella mail si fa cenno a una non meglio precisata “modalità pattizia” che dovrebbe coinvolgere il singolo. Il lavoratore dovrebbe essere addirittura contattato dal commissario che dovrebbe amabilmente discutere le scelte economicamente più vantaggiose. Una scenetta a cui manca soltanto l’offerta di un caffè o di un aperitivo per diventare una delizia. Peccato si tratti dell’autoliquidazione di un ente pensionistico obbligatorio.
Intanto chiudere la “partita in modalità pattizia” cosa vuol dire? Che i lavoratori attivi vengono convocati dal commissario uno alla volta? Quanti mesi ci impiegano? Per discutere della percentuale del versato che vogliono trasferire a Byblos? Come se questa fosse discutibile una volta applicato l’accordo della vergogna che lo fissa in percentuali ridicole! Più credibile è che i lavoratori verranno convocati dalla direzione del personale della propria azienda. E in questo caso mi piacerebbe sapere cosa si contratta.
Non solo ma la “soluzione pattizia” indica, questo sì chiaramente, la natura della scelta del sindacato, che non è quella di salvaguardare i soldi del lavoratore, bensì una sorta di patteggiamento di natura quasi giudiziale, nel quale il lavoratore accetta il sopruso subito e, con una manciata di tabacco, passa ad altro e chi si è visto si è visto.
Appare più che altro uno smaccato tentativo di manipolazione del lavoratore a cui viene fatto credere di poter contrattare una cosa già decisa alle sua spalle da anni. Con l’illusione, tipica dei dilettanti, di concedere al lavoratore il brivido del “consulente finanziario”. Visto come siamo moderni, come siamo all’altezza dei tempi? Ti abbiamo cancellato anni di contribuzione pensionistica ma ti lasciamo gestire quel poco che abbiamo risparmiato dal fallimento come se stessi seduto davanti al tuo consulente di fiducia! Non ti abbiamo sottratto nulla, ci mancherebbe, anzi ti diamo un’opportunità di investimento in un fondo moderno, non come quella ciofeca del Casella.
Peccato che quella ciofeca lo era diventata grazie a decenni di gestione loro e degli editori. Volutamente ciofeca, con un esito inevitabile, dopo aver predisposto le pedine del grande gioco con la stessa COVIP e i referenti che sapientemente il sindacato ha inserito all’interno dello stesso ente di vigilanza. Salvare la ghirba, come si diceva nelle trincee della prima guerra mondiale. Non dei poveri fanti ma di dirigenti e militanti di un sindacato privo di qualsiasi moralità pubblica e privata.
Un altro capitolo di ordinaria menzogna aggiunto a una storia sbagliata.

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