Mentre si avvicina il Natale ed è stata rinnovata l’amministrazione straordinaria del nostro Ente Previdenziale, possiamo avere qualche certezza fra tanti punti ancora aperti.
L’autoliquidazione che, secondo le parti istitutive, doveva concludersi a marzo 2025 è tuttora sospesa perché non la può certo autorizzare COVIP a cui le parti istitutive si erano aggrappate in modo maldestro solo per farla franca a basso costo.
Il Coordinamento si è battuto per denunciare quanto questa manovra banditesca era totalmente inadeguata ad un Ente Previdenziale come il nostro.
Per tutto il 2025 i poligrafici ancora attivi nelle aziende (editori, stampatori ed agenzie di stampa) hanno beneficiato ancora del contributo pieno sulla retribuzione.
Un contributo importante, nella maggioranza dei casi il 24% della RAL, che ha incrementato per un anno di più il castelletto degli attivi. Un contributo importante su un monte contributivo che le parti istitutive, sindacato compreso, volevano invece falcidiare innescando un processo di liquidazione che avrebbe lasciato solo le briciole agli iscritti di tutti i tipi (lavoratori attivi, differiti, silenti e pensionati).
Questo non è un dettaglio perché i lavoratori hanno beneficiato dei contributi in uso come se l’accordo di autoliquidazione non fosse esistito. In effetti le parti istitutive non l’hanno mai reso pubblico quindi è la cosa più giusta che potesse succedere. Forse chi l’ha proposto non ha provato vergogna, ma la nostra per loro è stata così tanta che è bastata a seppellirlo per un anno.
Se abbiamo amici ex colleghi che ogni giorno sono immersi nelle tipiche beghe lavorative di un quotidiano o di un’agenzia di stampa, ricordiamogli questo vantaggio.
Non per prenderci dei meriti ma per contrastare la scandalosa litania sindacale che mette i pensionati contro i lavoratori attivi solo per raggiungere il loro obiettivo: la morte del settore poligrafico con gli annessi e connessi che sono costi per gli editori ma altrettanti benefici economici per i lavoratori.
Questa è la triste e semplicissima verità.
Diciamolo quindi che questa sacrosanta battaglia è stata utile per tutti e continuiamola insieme. Non permettiamogli di spaccare quel che resta dei poligrafici che per decenni hanno garantito quel presidio di informazione civile che adesso è sempre più minacciato. Ma se chi dovrebbe difenderlo è il primo a picconarlo, come può sopravvivere?
Per i poligrafici è un Natale con una preoccupazione in più. Per chi questa preoccupazione l’ha creata sarà un Natale diverso da quello che avevano immaginato cioè senza sconti sulla contribuzione nel Casella e senza sconti sulle responsabilità della gestione dolosamente sprovveduta degli ultimi venticinque anni. Sì, perché è una vicenda dolosa e non dolorosa come continuano a dire i sindacalisti. Una sillaba in più che abbiamo tolto, un anno in più che abbiamo guadagnato.
Dario Gianuzzi

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