L’autoliquidazione del Casella è in stallo.
Il reinvio della stessa audizione del 15 gennaio, con il significativo pendant della fake news di ANSA, è un segno dell’impasse in cui si trovano i principali attori della scelta sciagurata di cancellare l’ente pensionistico obbligatorio Fiorenzo Casella.
Sindacati ed editori non sono in grado di procedere all’autoliquidazione.
Purtroppo in stallo è anche la discussione su una soluzione diversa basata sul rispetto integrale dei diritti dei lavoratori, attivi e pensionati che siano.
Altrettanto evidente è l’impossibilità delle parti che hanno sottoscritto l’autoliquidazione ad abbandonare definitivamente il progetto e a proporre una soluzione diversa. La discussione interna alle parti sfociata nell’accordo del 2 dicembre 2024, mai resa pubblica – riguarda la sorte di almeno 14mila tra pensionati e attivi! – si distingue per la lunghezza: ben 5 anni pieni, a far data del 2020, anno del commissariamento. Segno di importanti dissidi e altrettanto inconfessabili mercimoni.
Proprio per questo al commissario Ruggiero, a cui illegittimamente, sindacato ed editori hanno conferito l’incarico di procedere all’autoliquidazione, deve essere impedito, anche formalmente, di procedere alla chiusura del Casella.
Il Coordinamento ha esercitato da più di un anno una forte pressione politica sulle istituzioni, parlamentari e governative, al fine di ottenere un tavolo sul quale discutere del passaggio del Casella in INPS, sul modello di quanto avvenuto per l’INPGI dei giornalisti.
Questa soluzione – nel concreto ancora tutta da discutere – ha bisogno di tempo. E questo tempo deve essere sottratto dalla spada di Damocle dell’autoliquidazione.
Nei mesi scorsi abbiamo inviato centinaia di diffide a COVIP indirizzate al Commissario Ruggiero. Non hanno trovato risposta perché senza obbligo legale di risposta, in quanto atti non suffragati dalla firma del legale.
È arrivato il momento di inoltrare una vera e propria diffida a Ruggiero, alla quale il commissario non potrà non rispondere.
La diffida legale non è un inizio di causa, è bene precisarlo e comprenderlo. La diffida è un atto stragiudiziale, quindi non chiama direttamente in causa il magistrato, anche se mette in condizione coloro che la promuovono di avere una posizione chiara in una eventuale e successiva procedura giudiziale.
Ancora più chiaramente: la diffida è un atto, legale, che cerca proprio di evitare la causa, mettendo in rilievo i profili di illegittimità di azioni – come l’autoliquidazione – che procurerebbero se condotte a termine, gravi danni a coloro che diffidano.
Come leggerete dal testo della diffida – disponibile in fondo al post – i motivi per non procedere all’autoliquidazione sono molteplici e tutti molto ben spiegati, anche se nell’inevitabile linguaggio dei legali. Chiediamo a tutti la fatica di leggere con molta attenzione il testo prima di firmarlo.
Come tutti gli atti che vengono presentati per il tramite di un legale la diffida ha un costo. Nel caso molto calmierato e comprensivo anche della risposta che il legale invierà al diffidato al momento della replica. Si tratta di € 60,00.
La procedura approntata per aderire alla diffida è questa:
1. bonificare € 60,00 all’IBAN IT62E0100503202000000004718 intestato a avv. Azzurra Afyfy; causale: diffida stragiudiziale Amministrazione straordinaria Fondo Previdenza Quotidiani
2. inviare il CRO (il documento di avvenuto bonifico) alla mail di Azzurra: azzurra.afyfy@gmail.com accompagnato da fronte retro della carta di identità e della tessera sanitaria
3. Azzurra assevera diffida e invia al destinatario con PEC.
La chiara e visibile intenzione di mettere i lavoratori di fronte al fatto compiuto per poi costringerli a cause molto più costose di questi 60 € ci obbliga a creare uno spazio temporale entro cui costruire, con tutti gli approfondimenti necessari, una soluzione percorribile con scelte politico-istituzionali all’altezza del problema. Il commissario, come leggerete nel testo della diffida, si è prestato a fornire la propria opera a una procedura del tutto illegittima. Va fermato e la diffida ci fa guadagnare quel tempo che altri, penso al mondo politico nella sua quasi interezza, non è in grado o non vuole concederci.
Per chiarimenti, dubbi e ulteriori scambio di informazioni potete telefonarmi, dalle 18 alle 19 di ogni giorno, o inviare un messaggio al 348289769 o una mail a : debenedetti@fondocasella.blog

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