Sopruso si aggiunge a sopruso

Hanno cercato di impedirci il presidio di fronte alla sede della FIEG il 2 marzo. Un luogo che evidentemente deve essere considerato al di fuori di ogni dissidio e dissidenza possibile. Il sancta santorum della libertà di stampa? No, solo una triste dependence del vuoto e dell’insipienza dominante, dell’incapacità di dialogare con chi rappresenta istanze che non trovano adeguata rappresentanza altrove.

Una breve cronaca di come sono andate le cose.

Da bravi cittadini ci siamo occupati delle autorizzazioni. Per tempo, come è giusto che sia. Per la precisione il 30 gennaio scorso. La questura accoglie la domanda senza eccepire su luogo e data. Ma, dal momento che sono a Milano mi chiede di delegare a persona residente a Roma il ritiro dell’autorizzazione. Invio la delega a Maurizio Gitto, come avevo fatto in occasione della manifestazione di fronte alla COVIP. Maurizio va ieri mattina in Questura per ritirare l’autorizzazione dove comincia un tergiversare che dura quattro ore. L’altra volta si era ragionato delle transenne dei lavori in piazza Augusto Imperatore. A Maurizio vengono manifestate, dopo lunghi conversari dietro le quinte, con funzionari che entrano ed escono dalle stanze, impedimenti che vanno dalla larghezza dei marciapiedi in via Piemonte fino a zone “sensibili”. Alla fine di questo estenuante conciliabolo l’esito è stato: davanti alla FIEG non ci potete andare. Potete andare in piazza Fiume, a 500 metri di distanza dalla FIEG.

Abbiamo fatto degli errori? Certo, perché siamo persone per bene. Il principale di questi è stato quello di aver anticipato a FIEG della manifestazione. Non ne hanno mai avute negli ultimi 50anni e credo anche di più. Avranno mosso le loro pedine. Ovvio. Ci sarebbe da stupirsi del contrario.

Ci arrangeremo. La Questura permetterà a una delegazione di non più di dieci persone di andare, scortata, in FIEG a consegnare una lettera che abbiamo scritto con le nostre richieste.

In giornata ho telefonato almeno cinque volte in FIEG per parlare con la segretaria di Carotti, ma non ho avuto risposte. Ho telefonato altrettante volte al mio giornale chiedendo di parlare con l’amministratore, amico di Carotti. Nulla. Ho telefonato al mio direttore. Silenzio.

Messaggio forte e chiaro. Chi tocca FIEG non ha alcun diritto di manifestare. Questi i fatti. A voi le conclusioni.

To be continued

Il presidio è confermato in piazza Fiume dalle 10,30 di lunedì 2 marzo. Partecipate numerosi!



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