Il bravo professionista

Sebbene non ci sia nulla di personale nell’avversione che proviamo nei confronti del commissario straordinario Eugenio Ruggiero, la sua figura stimola e alimenta qualcosa di simile all’inimicizia radicale.

Nelle sue parole brilla l’assenza di ogni debolezza umana. Quella rigida postura che un aspetto robusto, inorgoglito da una barba fluente, quasi ottocentesca, vorrebbe conferire alla sua sagoma dignità pari alle sue parole. Che tutto esprimono fuorché la consapevolezza, umana troppo umana, di fare del male a migliaia di persone.

Certo, non è il male assoluto della soppressione della vita, ma si avvicina quando con compiacenza convoca la demografia che lo costringerebbe a cancellare le pensioni e a riconoscere di quanto versato dai lavoratori non più del 19%.

L’inesorabile demografia che appare nella pubblicistica economica – non dico nel pensiero economico del tutto latitante da decenni – come l’ombra del diavolo incarnato. Di fronte al fantasma tutto si può sacrificare: diritto, procedure, preoccupazioni soverchie e inutili, di fronte al dio “squilibrio finanziario”.

Afferma che la sua funzione – una sorta di sacerdozio pagano al servizio del denaro – non può confondersi con le decisioni delle “parti sociali” che non è tenuto a discutere ma solo ad eseguire. Finanche in spregio di qualsiasi procedura ammessa e non concessa.

Per questo il suo non vuole apparire come un male assoluto ma solo un male necessario. In fondo demograficamente ridotto a poche persone se paragonato ai danni che il totem demografico procura nelle lande devastate del mondo.

A questo male porrà rimedio, nel futuro, certo, e solo grazie ai favori della sorte, la nuova provvidenza dei fondi complementari, un’incarnazione annunciata del futuro che viene a risanare le piaghe del tristo presente previdenziale.

Qualcuno rimarrà indietro; qualcuno avrà consumato invano opportunità e tempo di vita, ma non importa, nulla cale alla consapevolezza di realizzare così facendo un compito inesorabile e necessario.

L’esecutore testamentario di un piccolo, ma significativo, smottamento della tenuta sociale, in cui una burocrazia infetta, quella del sindacato, priva ormai di alcuna giustificazione oltre la sua mera sopravvivenza, impone sé stessa senza alcun ritegno, questo è la funzione che svolge il bravo professionista dott. Eugenio Ruggiero.



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