Invito tutti coloro che passano da questo blog e al quale fanno riferimento per opporsi alla liquidazione del Casella a inviare il testo della lettera aperta a COVIP.
Natale 2024
Lettera aperta alla COVIP
Di fronte alla concreta e manifesta intenzione da parte della governance del Fondo Nazionale di Previdenza per i Lavoratori dei Giornali Quotidiani “Fiorenzo Casella” di interromperne l’attività e quindi cancellare la sua funzione previdenziale – accordo del 2 dicembre 2024, crediamo già a Vostra conoscenza – troviamo necessario manifestarvi la nostra più assoluta contrarietà.
Nel rispetto più assoluto delle Vostre prerogative istituzionali, ma anche nella consapevolezza, altrettanto incardinata nei principi della nostra Carta costituzionale, di ciò che comporta la liquidazione del Fondo, vogliamo rappresentarvi la lesione profonda e, crediamo, unica, che tale scioglimento comporterebbe.
Lesione a quegli stessi principi che portarono alla costituzione, nel lontano 1958, di un ente lungimirante nella sua funzione eminentemente previdenziale, oltre che concreta manifestazione di vera collaborazione tra Editori e Maestranze in un settore così importante per la vita nazionale di ieri e di oggi.
Siamo assolutamente consapevoli che le difficoltà del Fondo nascono da problemi strutturali del settore che difficilmente potranno essere risolti in tempi ragionevoli. Anzi, è molto probabile che le sorti della carta stampata, soprattutto quella a periodicità quotidiana, siano già scritte e definite da parole non fauste.
Ma di fronte a uno scenario di questo tipo i diritti e i soldi dei lavoratori non possono essere cancellati. Il fondo Casella è stata l’occasione, torniamo a ripetervi, lungimirante, per integrare la pensione maturata in una vita intera di lavoro e fatica. Ci permettiamo di ricordarvelo, proprio perché molti, troppi tendono a dimenticarsene, ma in quel fondo obbligatorio e non volontario abbiamo messo buona parte della capacità di risparmio del settore in alternativa ad aumenti di stipendio. Non solo, ci siamo ridotti le pensioni del 70% (da 60 a 20 mln/anno le erogazioni) consentendo come voi ben sapete bilanci in pareggio se non addirittura in utile.
Liquidare il fondo sarebbe così solo un’alternativa, maldestra, insincera e regressiva, al finanziamento degli Editori che sì gli farebbe risparmiare un po’ di milioni l’anno ma al tempo stesso cancellerebbe per sempre un’istituzione previdenziale che anche per loro avrebbe continuato a rappresentare il segno di una lungimiranza storica, a questo punto consegnata a un passato remoto sacrificando il presente e riportando le relazioni tra lavoratori e imprenditori a condizioni di lotta sociale darwiniana nelle quali vince solo il più forte. Un passato glorioso per un presente meno che mediocre.
Firma:
Aderente al Coordinamento Nazionale iscritti al Fondo Previdenza Quotidiani “Fiorenzo Casella”
Gli indirizzi mail dove inviarla, dopo un semplice copia e incolla del testo, sono questi:
Ufficio Relazioni con il Pubblico: urp@covip.it
Ufficio Rapporti con la Stampa: ufficiostampa@covip.it
Inviarlo all’Ufficio stampa è segnale che cominceremo presto a inondare, ciò che rimane della stampa, di informazioni sulla situazione.

Lascia un commento