La maggior parte dei lavoratori/pensionati che si oppongono alla liquidazione del Fondo Casella sono scoraggiati. Magari dicono di opporsi, di essere contrari, ma in cuor loro sono convinti di doverla subire. Qualcuno, addirittura, di meritarsi la liquidazione del fondo Casella!
Molti, non so quantificarli, ma credo siano un numero sufficiente perché il loro fallimento riverberi negativamento su tutto il resto delle azioni che i lavoratori potrebbero fare per ottenere ciò che è loro dovuto, sono reduci da azioni legali – non mi pare da azioni “politiche”. E questo è significativo dello stato di prostrazione in cui decenni di logica sindacale hanno ridotto la volontà e la dignità di chi lavora.
Mi capita di sentir dire, in totale buona fede, che molti pensionati hanno già abbondantemente ricevuto quanto hanno versato a suo tempo.
Credo sia un errore di valutazione: cos’è che, infatti, hanno versato durante la loro vita lavorativa? La loro vita stessa, il tempo della loro vita. Hanno versato la vita per sopravvivere! Che è infatti la condizione del lavoratore, che sia pagato poco che sia pagato tanto! Talmente hanno introiettato questa condizione che sono grati per aver ricevuto quattro soldi in cambio della loro vita. Prego, dicono, fate voi, ho preso troppo! toglietemi il resto!
Mio padre ha lavorato come operaio fino a 60 anni, dopo 7 anni di militare, era del 1914. È morto a 98! Ha preso la pensione per 38 anni! Non gli sarebbe mai venuto neppure per l’anticamera del cervello di pensare: “ho preso più di quanto ho versato”, perché sapeva qual era il valore di ciò che aveva davvero versato!
Nel decidere come iscriversi al Coordinamento, che vorrebbe restituire anche la dignità a una categoria che si vede scippare con un colpo di mano un suo diritto, ci è parso sbagliato non chiedere nulla per segnare lo sforzo di essere, almeno in questo frangente, attivi nel rivendicare ciò che si vorrebbe togliere.
Un euro pare troppo poco, eppure, forse, anche troppo. Troppo poco, perché non serve a finanziare alcuna azione. Neppure i costi della registrazione di un blog e del suo template. Troppo, perché quello che si chiede a coloro che si iscrivono e sostengono l’azione del Coordinamento, non ha prezzo e si chiama volontà!
Per iscriversi al Coordinamento qui potete scaricare il modulo di adesione.

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