In attesa di quello che chiamano turning point ci limitiamo a un sintetico punto della situazione

  1. L’accordo per l’autoliquidazione c’è ed è stato sottoposto all’attenzione della vigilanza COVIP.
  2. COVIP, per il tramite del Ministero del Lavoro che risponde all’interrogazione scritta del 15, sostanzialmente dice che non è contraria. Secondo loro l’accordo mitiga il danno che subiremo.
  3. L’autoliquidazione evita alla governance del fondo la liquidazione coatta amministrativa che prevede l’apertura di un fascicolo penale.
  4. Non c’è alcuna differenza dal punto di vista della presunta mitigazione del danno tra autoliquidazione del fondo o liquidazione coatta: se c’erano soldi e beni da distribuire l’attività del fondo sarebbe andata avanti. Così non è stato nonostante anni di decurtazione delle pensioni e contributi per gli attivi. La “mitigazione” non ci sarà neanche per gli attivi che non riusciranno a ricostruire totalmente il “castelletto” dei propri contributi. E così anche per i silenti o i differiti. La presunta mitigazione deve essere dimostrata numeri alla mano e presentata agli aventi diritto per tempo.
  5. I criteri dell’autoliquidazione non verranno certo discussi con la platea degli aventi diritto, così come non è stato discusso l’accordo e la sua firma. Un vulnus grave che annulla ogni rappresentatività della compagine sindacale che parla solo per sé stessa a copertura dei suoi errori.
  6. Non solo l’autoliquidazione impedisce la ricerca di una soluzione capace di salvaguardare i diritti previdenziali di pensionati e attivi. Come avere fiducia in persone che l’hanno tradita una volta e così pesantemente?
  7. Il processo di liquidazione deve essere sottratto dalle mani di chi l’ha oggettivamente provocata. C’è un principio di responsabilità che va rispettato e fatto valere da parte di noi tutti in una vicenda che si legge lontano un miglio non ha rispettato praticamente nulla del patto di fiducia tra lavoratori e loro rappresentanti.


9 risposte a “In attesa di quello che chiamano turning point ci limitiamo a un sintetico punto della situazione”

  1. Speriamo che il giudizio sia fatto in modo equo, specialmente chi ha versato e non ha percepito un centesimo.

    Piace a 1 persona

    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Non credo che COVIP abbia la forza di essere super partes. O impediamo l’autoliquidazione o la liquidazione deve essere coatta amministrativa con il giudice che apre il fascicolo penale. O il parlamento, cosa su cui stiamo lavorando, trovi una soluzione per portarci in INPS o restituirci i soldi. Vedremo comunque come si sviluppa la situazione. Grazie per il commento.

      "Mi piace"

  2. Ci vorrebbe, appunto, l’apertura di un fascicolo penale.

    "Mi piace"

  3. Lette e riletto ma non ho capito cosa si voglia ottenere…mi sembra evidente che i nostri soldi non li rivedremo mai piu in nessuna delle soluzioni e prima si chiude il fondo e meglio é per tutti, visto che anche se in minima parte stiamo ancora versando soldi in un pozzo senza fondo. Più tempo passa e più soldi perderemo…

    "Mi piace"

    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      È molto semplice devono restituirci i soldi che abbiamo versato perché siamo stati obbligati a versarli, e perché non li abbiamo gestiti noi ma soggetti che nel tempo, per i motivi più diversi, non sono stati capaci di gestire. Deve intervenire il Parlamento e lo Stato in un modo o nell’altro, come hanno fatto per fondi in crisi ancora più grave del Casella che hanno trovato ospitalità in INPS o in altre forme. Ma se uno Stato consente l’annullamento dei soldi dei lavoratori come fa a spingere i giovani ad attivare pensioni complementari quando non sa proteggere quelle esistenti integrative? Oltre ovviamente al fatto che l’autoliquidazione farebbe cadere una pietra tombale sulla responsabilità di chi ha gestito il fondo. Se si deve chiudere lo chiuda il magistrato con la nomina di un commissario liquidatore con apertura del fascicolo penale.

      "Mi piace"

      1. Grazie ora capisco meglio cosa vuoi ottenere, l’impossibile…Capisco la rabbia ma mi sembra piuttosto utopistico pensare che rivedremo i soldi versati. Io li ho dati già per persi e sono dell’idea che prima lo chiudono e meno ne perderemo. Questo fondo è uno schema ponzi e lo si sapeva già dalla sua nascita visto che l’anno successivo della costituzione aveva già in carico 900 pensioni.Anche se fosse stato gestito meglio…strutturalmente non sta in piedi e ripeto lo si sapeva dall’inizio.

        Questo ovviamente con il benestare di tutti per tutti questi anni…

        "Mi piace"

      2. Avatar Riccardo De Benedetti
        Riccardo De Benedetti

        Capisco il tuo punto di vista. Ma lo schema del Fondo non era Ponzi si basava su un principio mutualistico e fiducioso sulle sorti del settore in espansione. Sarebbe stato opportuno correggerlo in corso d’opera, questo sì. Rimane però, riguardo all’utopismo di cui mi rimproveri, che il diritto dei singoli non si basa solo sui conti ma su principi che vanno rispettati, nel caso il semplice fatto che ho versato per 43 anni soldi tolti dal mio stipendio che andavano a costruire un’ipotesi di pensione che non mi verrà più data. È un semplice furto. Punto. Né più né meno. Sono stati gestiti male? Vero, liquida il fondo con il commissario liquidatore nominato dal giudice che apre il fascicolo penale. Autoliquidarsi è una neppure tanto implicita ammissione di colpevolezza. È inaccettabile che chi, a diverso titolo e per i motivi più diversi, ha portato a questo esito il fondo abbia anche l’improntitudine di togliersi elegantemente di mezzo salutando tutti con il braccio ad ombrello. Per cui continuerò a chiedere quanto mi è dovuto, insieme per ora ad altri 800. Grazie e buone cose.

        Piace a 1 persona

  4. cosa si vuole commentare è il solito, dai che poi ti do,dove mi stai dando si sa.

    "Mi piace"

  5. basterebbe un 1% del finanziamento pubblico percepito dagli Editori per salvare il fondo… ma L’obiettivo non è salvarlo

    l’obiettivo è risparmiare i contributi pensionistici degli attivi e utilizzare i finanziamenti per prepensionare sempre di più

    in modo spietato quindi senza nemmeno mantenere delle garanzie economiche per chi lascia il lavoro almeno cinque anni prima con una pensione INPS inferiore di almeno il 20% rispetto a quello che prenderebbero rimanendo in azienda fino alla pensione di anzianità.

    Non è abbastanza chiaro.?

    Il re è nudo, nella stanza c’è un elefante ma non lo vediamo

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Lindo Luigi Cancella risposta