Una prima riflessione, personale e assolutamente parziale, sull’audizione di oggi in Commissione Bagnai

Solo qualche osservazione apparentemente a lato. Il Coordinamento uscirà con una riflessione più approfondita e, diciamo così, tecnica, nei prossimi giorni. Per ora qualche appunto per renderci conto del “contesto” in cui ci troviamo.

Innanzitutto il linguaggio della Balzani, presidente uscente di COVIP: ha qualificato il Casella come un fondo anomalo. A mio parere, rispetto alla storia delle pensioni come istituti previdenziali volti a garantire il «diritto di assistenza laddove la buona volontà di lavorare non sia sufficiente», sono i fondi complementari a essere un’anomalia. Questi ultimi, tra i quali non si può annoverare il Casella in virtù della sua obbligatorietà, sono sottoposti all’alea dei mercati finanziari. Sono fondi volontari dove per “volontari” non significa il mero esercizio del libero arbitrio del singolo, bensì la più o meno consapevole assunzione di un rischio più simile a quello di un qualsiasi altro investimento finanziario. Ma la pensione, sia essa INPS o integrativa, non può essere a rischio. Dopo una vita di lavoro.

Lo affermo ancora una volta: se un fondo schiettamente obbligatorio fa la fine che vogliono riservargli sindacati ed editori, cosa si possono aspettare i lavoratori attivi che vogliono scaricare a Byblos? Se a vigilare su Byblos c’è lo stesso ente che ha vigilato sul Casella senza riconoscere la differenza tra un fondo “complementare” e un fondo “obbligatorio”, tutelato dell’art. 38 della Costituzione, come potrà evitare l’aleatorietà degli investimenti finanziari? Peraltro in una situazione come quella che si sta delineando di forte e durevole instabilità dei mercati.

E infatti, COVIP non ha approvato l’accordo, e ha chiesto modifiche statutarie non indifferenti al Casella e, se ho ben compreso, anche a Byblos. E queste, qualora venissero intraprese, riguardarenno certamente il presente e il futuro degli attivi. E per il pregresso, pensionati e tutti coloro che sono ancora in attesa della pensione per la quale hanno versato anni e anni di contributi? Una semplice mitigazione delle perdite? – sempre la neolingua della Balzani a coprire una semplice e secca riduzione dei propri diritti!! Non ci siamo. Proprio non ci siamo.

E Byblos? Non dimentichiamoci che Byblos ha risposto più volte alle lettere inviate dal Coordinamento con un sostanziale “non so cosa dirvi”!!!

Insieme all’ammissione che il fondo non è in default – gravissimo che i sindacati abbiano fatto credere a questo con anni e anni di allarmismo – la mancata approvazione dell’accordo segreto del 2 dicembre – mal gliene incolse… anche i segreti hanno bisogno di un certo savoir faire… non è forse vero signore e signori sindacalisti? – ci darà aria per nuove azioni e pressioni sul Parlamento per una presa in carico più certa ed efficace del problema.



2 risposte a “Una prima riflessione, personale e assolutamente parziale, sull’audizione di oggi in Commissione Bagnai”

  1. Avatar Aytor Beguiristein
    Aytor Beguiristein

    Buongiorno.

    Non voglio perdere tempo con lei in una discussione che non può essere serena data l’impostazione iniziale che lei ha dato al comitato ed alle attività, all’interno di una vicenda che non può essere per sua natura e genesi serena.

    La inviterei però, per amore di verità ed astenendosi da qualsiasi giudizio sul mio invito, a riascoltare l’intervento di questa mattina nelle parole della presidente pro tempore di COVIP.

    Essa afferma in modo inequivocabile che COVIP non approverà l’accordo perché non è fra le sue facoltà poterlo fare e VIGILERA’ sulle modifiche statutarie che interverranno nei fondi BYBLOS e CASELLA stesso. Dal minuto 46:32 in avanti in risposta all’intervento della senatrice Camusso.

    Cosa ben diversa dall’affermare che la COVIP non approverà l’accordo perchè contraria allo stesso, cosa che lei non scrive in esplicito ma che lascia trasparire anche nella chat di whatsapp.

    Buona serata

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    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Se lei davvero non voleva perdere tempo poteva anche non scrivermi. Detto questo, per me non cambia nulla perché non siamo certo stati noi ad attribuire o meno certe facoltà a COVIP, bensì il Parlamento. E in ogni caso a oggi COVIP non permette l’applicazione dell’accordo semplicemente perché non l’ha approvato. Cosa che il comunicato stampa unitario del 6 dicembre 2024 delle centrali sindacali di settore si attendeva e al quale subordinava la divulgazione dell’accordo stesso. Abbia la cortesia di metterci la faccia.

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