Nessun elemento di novità. Ma anche la mancanza di novità significa qualcosa. E soprattutto le omissioni significano qualcosa. Ad esempio nessun accenno alla “deroga” al dlgs 124 del 1993, dietro la quale si nascondono tutte le responsabilità degli amministratori che hanno portato il Casella alle condizioni di oggi.
Ci saremmo aspettati un consuntivo di bilancio di questi anni di commissariamento: neanche una parola! Ruggiero si è limitato a enunciare un calcolo attuariale del tutto inutile su 40 anni tenendo gli attivi fissi a 1500: un foglio Excel per principianti!
Il rapporto fra il patrimonio attualmente in pancia al Casella (55.000.000, ai quali sarebbe da aggiungere il valore dell’immobile di largo Ponchielli: altra dimenticanza) e le “pretese” (notare la scelta del vocabolo: il diritto alla pensione dopo una vita di contributi versati sarebbe una pretesa!) gravanti sul Casella (circa 280.000.000) è del 19%, che è la percentuale da ripartire fra gli aventi diritto secondo l’accordo del 2 dicembre 2024.
Tanto per cambiare si agita lo spauracchio della liquidazione coatta fatto aleggiare sul Casella dai promotori dell’accordo per convincere gli esitanti attivi a trasferirsi onde evitare il peggio.
Byblos sta facendo le sue valutazioni, soprattutto adesso che ha cambiato il CdA rimuovendo un conflitto di interessi sesquipedale: nel suo CdA ricorrevano nomi di sindacalisti presenti anche nel CdA del Casella. Quindi niente di immediato, come certe voci fatte artatamente circolare fra i lavoratori lasciavano prevedere: siamo ancora alla fase di valutazione.
Il senatore Magni, ex sindacalista del Gruppo misto (ma AVS), chiede: 5 anni di commissariamento, per fare che? E poi, a che costo? E infine, getta un macigno nello stagno, “anche in seguito alle lettere che sono state inviate” (indovinate da chi?): non è tanto il futuro dei lavoratori di oggi, quanto il destino di coloro che hanno pagato per molti anni e non avranno il beneficio della pensione relativo ai contributi versati. Il commissario a questo punto, dopo tre quarti d’ora di audizione, non ha ancora mai nominato i pensionati e il contributo di solidarietà che stanno versando dal 2014! E si guarda bene dal dire che le pensioni verranno cancellate del tutto dopo tre anni di agonia del Casella! La sua risposta: abbiamo svolto approfondimenti in attesa del passaggio alla fase esecutiva delle determinazioni delle fonti istitutive che comportano il confronto con Covip e con Byblos. Questo oneroso impegno al misero costo di 300.000 € l’anno!
L’onorevole Dondi (FdI) chiede se siano state promosse azioni di responsabilità: no, la valutazione è stata fatta solo su dati tecnico-attuariali. E certo, la deroga permetteva qualunque decisione presa dalle fonti istitutive. Quindi a che scopo indagare? Il senatore Occhiuto (FI) pone una domanda delicata: Covip approva l’accordo? Su chi impatta? Si prevedono esposti? La risposta: Covip non è tenuta ad approvare l’accordo che rientra nell’ambito dell’autonomia delle fonti istitutive. Ma l’accordo prevede una rimodulazione delle prestazioni e la Covip sarà chiamata ad approvarle. Campa cavallo! Byblos non vuole mica prendere gli attivi a scatola chiusa: vuole prima valutare quanto gli arriverà in cassa, per vedere se l’investimento sarà conveniente: prima dividete il bottino e poi vediamo se ci conviene.
La deputata Cattoi, della Lega: il passaggio degli attivi a Byblos sarà basato sulla volontarietà? Perché se è così, per chi non vuole migrare è prevista la possibilità di chiedere il riscatto della propria posizione contributiva? La risposta è ancora una volta indefinita: si sta discutendo di entrambe le possibilità. E potrebbero esserci ripercussioni nei confronti degli attuali aderenti a Byblos? Risposta scontata: a scoraggiarle sarà l’esito delle cause a suo tempo promosse, tutte perdenti. Questo è l’altro spauracchio che fa tanto comodo alla narrazione sindacal-padronale.
A questo punto, prima di concludere, il senatore Bagnai, nella sua funzione di presidente della commissione, fa un’osservazione fondamentale: dal 2005 al 2024 l’evoluzione del rapporto attivi/pensionati si è invertito arrivando a 1/7. Quello che stupisce è che non ci siano stati interventi precedenti! Ovviamente, dottor Ruggiero, lei non c’entra perché non c’era. Ultima considerazione: ovviamente le consigliere Camusso e Furlan (e c’erano, perché il senatore Bagnai ha detto che i consiglieri erano tutti presenti) hanno ritenuto di non dover intervenire. Del resto non avrebbero potuto che peggiorare la situazione.
Lino Tordini, per il Coordinamento

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