Come abbiamo dichiarato nel comunicato stampa ieri c’è stato l’incontro a Roma con il sottosegretario Claudio Durigon.
È andato benissimo e il Sottosegretario ha convenuto con noi che l’unica soluzione possibile al problema dei lavoratori iscritti è il passaggio delle posizioni contributive iscritte all’ente pensionistico – Casella perché di questo si tratta nel nostro caso – con il conseguente trasferimento in INPS.
Abbiamo superato tutti gli ostacoli che il sindacato ha posto in questi quasi undici mesi dalla firma dello sciagurato accordo del 2 dicembre. Il veicolo per trasferirci in INPS è la legge di Bilancio, come fu fatto per l’INPGI dei giornalisti. Ma occorre una verifica attenta del fabbisogno. Su questo lavoreremo nelle prossime settimane.
Il 3 novembre prossimo terremo la conferenza stampa in Senato per presentare la situazione, speriamo a quel punto in via di definizione.
Molto è stato fatto, molto però attende ancora di essere fatto. E lo faremo per garantire quanto ci spetta di diritto, lo voglia o no il sindacato.
10 risposte a “”
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Dovrebbero finire in galera gli autori di questo sfacelo…troppo comodo che debba sempre pagare lo stato e gli autori della malgestione impuniti..questo è il mio pensiero
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Sì, ma avremo tempo per le rivalse legali. Per ora l’importante è averci riconosciuto il nostro diritto ad aver salvaguardato quanto versato, a norma costituzionale.
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Certo e complimenti davvero..
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buonasera.
detto che questa cosa salverebbe capra e cavoli (resta solo da capire gli attivi dove proseguono i versamenti), la domanda è: c’è da fidarsi di Durigon?
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Domanda in sé legittima se fosse stata anticipata dall’altra che purtroppo non è mai stata posta da chi ha fatto e fa sindacato: c’è da fidarsi dei sindacati? Cioè di quelli che hanno gestito il Casella fino ad ora? Mancando quest’ultima, la prima non ha alcun senso.
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no guardi, mi spiego meglio perché la sua risposta non è alla mia domanda.
la domanda è: quali garanzie ha dato durigon rispetto al fatto che finirà davvero in questo modo. Questa è la domanda che prescinde dal giudizio sul politico o sul sindacato. La ratio della domanda è dovuta dal fatto che il 17/11 scade il commissariamento e se si scavalla quella data senza avvio di un percorso, quello che sia, l’unica strada diventa il fallimento “coatto”. Ovvero, gliela ripongo in altro modo: durigon ha garantito che nella procedura fallimentare si va dentro l’INPS?
grazie
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Senza la nomina del commissario straordinario pagato 300mila euro anno x 5 anni – come comunicato da lui stesso in audizione alla commissione Bagnai –non è assolutamente vero che si vada verso una liquidazione coatta. A meno che le parti non siano disposte a rischiare un procedimento legale contro di loro. E in tutta questa vicenda l’unico dato costante è l’istinto di sopravvivenza di una burocrazia, quella sindacale, ormai irrimediabilmente screditata.
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Lei sa benissimo che le rispondo solo per cortesia. Lei è persona che, a differenza di me, non ha mai messo la sua faccia nel dialogare. E questo perché ha lavorato e lavora per coloro che sono responsabili, anche se non da soli, di quello che è accaduto. Se vuole che le risponda la invito a firmarsi con nome e cognome.
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Bravissimi stupenda notizia come si dice in milanese “sperem”, dopo i nostri fallimenti sapere che siete riusciti a interessare i politici vi attribuisce un merito speciale…. Sono in attesa di sapere cosa mai si inventeranno i sindacati…
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E’ un’ottima notizia anche se è un piccolo spiraglio. Complimenti signor Riccardo.
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