Nella brutta vicenda che questo blog racconta da più di un anno verrebbe voglia di usare l’avvertenza che i killer dei peggiori filmacci americani pronunciano tutte le volte che pongono la canna della pistola sulla fronte della vittima: niente di personale. Poi sparano.
Il fatto è che in questa storia a puntare la pistola sulla nostra fronte sono coloro che hanno scelto di autoliquidarci. E senza neppure pronunciare la scenografica frase dei noir hollywoodiani.
Ma su chi hanno puntato la pistola questi valenti professionisti?
Vi racconto una breve storia.
Come sapete mi sono occupato, e in parte mi occupo ancora, delle vittime dei fallimenti immobiliari. Nel 2007, come associazione, abbiamo assistito una famiglia coinvolta, insieme ad altre quattro, in un fallimento immobiliare a Sesto Calende. Si trattava di evitare l’asta in cui abitava dopo che l’aveva interamente pagata, e vedersi riconosciuto il diritto di prelazione, inserito nelle norme dell’appena approvata legge di tutela. Nel momento cruciale dell’indizione dell’asta il signor Luciano era malato di SLA. Senza scampo. Indico una conferenza stampa – qui potete leggere il comunicato. Si riesce ad interrompere l’asta e si ripristina l’applicazione della legge. La casa viene ricomprata all’asta qualche anno dopo, con enorme fatica e vicissitudini che vi risparmio.
Prima del pieno riconoscimento dei diritti della famiglia, il signor Luciano, dipendente da decenni del “Corriere della sera”, muore. Alla signora Lalla viene riconosciuta la reversibilità dal Fondo Casella a cui era, ovviamente, iscritto; e anche l’indennizzo previsto dalla legge 122 attraverso il fondo CONSAP a costo zero per lo Stato che molto lentamente risarcisce le famiglie vittime dei fallimenti immobiliari.
L’autoliquidazione del Casella, se avverrà, toglierà alla signora Lalla ben 20 € al mese, percepiti per effetto di quell’atto di maldestra “solidarietà” che è stata la decurtazione delle nostre pensioni.
Bella come storia… non vi pare? Chi ha intenzione di premere il grilletto della pistola avrà un bel dire “niente di personale, me lo dicono i numeri!”. Il commissario dall’alto del suo milione e 500mila € di competenze sottratte al Casella farà sicuramente della beneficienza. Del resto il nostro non è il paese che vede una pletora di ex manager, finanzieri, banchieri, tagliatori di teste nelle ristrutturazioni aziendali, partecipare alla rete di sostegno e alle campagne per pane ai senza tetto et similia? Sempre dopo, però, mai prima. Prima dell’ingaggio nella solidarietà il cartiglio è: “niente di personale, lo devo fare perché me lo impone la mia professionalità! È il mio dovere… caso mai verrò a trovarti sotto i ponti”. È la dura legge di un mondo miserabile che però non vuol sentirselo dire; un mondo in cui domina la forza e l’arbitrio, magari nascosto da qualche cavillo in deroga… insomma cose così…
Anche noi non abbiamo niente di personale a voler cacciar via il commissario del Casella prima che prema il grilletto dell’autoliquidazione.
Niente di personale… naturalmente…
P.S. La signora Lalla ha aderito alla diffida legale.

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