Finora il Coordinamento ha guardato a Roma e continua a farlo come luogo di decisione e risoluzione del problema Casella; città nel cui perimetro risiedono le sedi dei poteri che potrebbero influire sulle sorti del Casella e dei nostri soldi.
Prima c’è stata la conferenza stampa in Senato il 3 novembre scorso; poi la manifestazione davanti alla COVIP, il 12 dello stesso mese. Per arrivare alla manifestazione in piazza Fiume il 2 marzo, sempre a Roma.
Il 9 aprile sarà la volta di Milano. Non abbiamo ancora deciso dove.
Milano è stata la capitale dell’editoria. Forse oggi più un luogo comune che non realtà.
Dal dopoguerra la presenza del “Corriere della sera”, di giornali sportivi; delle testate di cronaca, “Corriere di informazione”, “La Notte”, fino ai giornali di partito come “l’Unità”, “l’Avanti” ecc., e via via delle altre esperienze più o meno durature di testate nate dopo lo sconquasso degli anni 60/70, “Avvenire” per esempio, sosteneva il luogo comune.
Ora tutto questo sembra passato. Le storiche proprietà stanno scomparendo, evaporate grazie ad errori e calcoli sbagliati che qui si possono solo richiamare.
A Milano, e non da ieri, si passeggia sulle macerie del giornale quotidiano, tra un’apericena e l’altra.
C’è solo carta pesta.
Gli edifici, le strade, i luoghi sono cambiati. Tra piazza Cavour e via Solferino corrono pochi isolati, ma nella realtà non c’è più alcun legame sostanziale tra i luoghi di produzione dei quotidiani e il lavoro che vi si svolge; o meglio, che vi si svolgeva. Tutto è decentrato, disperso, diffuso e le “redazioni” sono solo poco più che numeri civici, buoni per dare una location, come si dice, utilizzando il solito stucchevole, penoso e provincialissimo anglicismo, agli anniversari celebrativi che prendono il posto, con il loro seguito di panegirici e stucchi retorici, della realtà.
Ci sarà da faticare nello scegliere dove svolgere la manifestazione. Di fronte a quale emblema del disastro Casella – la cui stessa natura, molto paradossalmente, sfugge alle stesse vittime, agli stessi lavoratori – far sentire la voce di chi vuole farsi udire e che troppi, forse tutti, vogliono che si strozzi in gola?
Ci stiamo pensando e desidereremmo che un po’ ci pensiate anche voi che ci leggete. Fate le vostre proposte inviando una mail a : debenedetti@fondocasella.blog o messaggiando via whatsapp al sottoscritto o via telegram:

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