Riassumiamo in questo lungo post i temi che sono stati affrontati nel corso dell’audizione. Nei prossimi giorni sarà integrato da quanto verrà depositato in commissione. Rappresenta la base abbastanza completa dei temi necessari all’interlocuzione con la politica, sul cui terreno ormai si è spostata qualsiasi ipotesi di soluzione del problema Casella e del rispetto dei diritti maturati da tutti gli iscritti al Casella, nessuno escluso.
Si parte con la relazione del Presidente COVIP Mario Pepe.
L’amministrazione straordinaria dura da sei anni. Non giustificabile. L’AS ha inciso per i suoi costi anche sulla disponibilità effettiva della quota da ripartire secondo l’accordo di autoliquidazione. COVIP ha dato come ultima scadenza fine giugno per la chiusura dell’accordo. Ha però affermato che il tavolo con il ministero del Lavoro è ancora aperto. Le ipotesi da discutere sono due: passaggio in INPS o indennizzo. Finanziati da fondi di garanzia da individuare. Ha citato la diffida che ritiene illegittimo il richiamo all’art. 13 dell’atto istitutivo del Casella per giustificare l’autoliquidazione in quanto lo scioglimento del Casella può avvenire solo in bonis.
Interviene l’on. Giorgio Lovecchio (FI) che chiede a Mario Pepe cosa ha fatto COVIP e cosa intende fare e pagare. Pepe risponde che, a oggi, non sono emersi elementi per addebitare all’organo di vigilanza una culpa in vigilando.Le proiezioni attuariali hanno sempre riservato sorprese. Non è compito di COVIP vigilare sui contratti e sulla loro corretta applicazione, uno dei motivi del disequilibrio finanziario.
Interviene il senatore Celestino Magni (AVS) che cita le sollecitazioni dei lavoratori; invita a riprendere i contatti con il ministero del Lavoro e ricorda INPGI: perché i giornalisti sì e i poligrafici no? Chiede perché la questione non sia stata sollevata prima.
Mario Pepe precisa che accordo e commissariamento sono eventi precedenti alla sua presidenza avvenuta nell’aprile 2025.
L’intervento di Ruggiero è un compendio di imprecisioni e considerazioni facilmente smentibili con qualche vera e propria falsità. Oltre alle abituali e sommarie descrizioni del Casella, senza porre mai chiaramente in evidenza le conseguenze dell’obbligatorietà dei contributi, il suo intervento si caratterizza per l’accentuazione dell’aspetto demografico; sulla negazione della mala gestio. Più altri dati che meriteranno una confutazione più attenta e precisa. L’affermazione più sconcertante è che l’accordo di autoliquidazione deve considerarsi migliorativo se confrontato con la liquidazione coatta amministrativa.
Magni ha ripetuto la sua insoddisfazione nei confronti di Ruggiero. La segretaria della commissione, on. Daniela Dondi (FdI) ha chiesto come mai non siano state promosse azioni di responsabilità. Ruggiero risponde che “non è stata riscontrata mala gestio suscettibile di risarcimento per danno ingiusto”; il ritardo dal 2021 è da addebitare alle parti istitutive, impegnate alla stesura dell’accordo in attuazione.
Interviene il vicepresidente della Commissione senatore Mario Occhiuto (FI) che chiede a Mario Pepe come COVIP intende affrontare la crisi e quali sono i costi dell’amministrazione straordinaria. Mario Pepe ammette che sei anni sono ingiustificati e quindi ha posto a giugno il termine entro cui chiudere la procedura
Ruggiero riprende affermando che “abbiamo calcolato che l’accordo garantirà risorse aggiuntive per 40/50 milioni” e che lui ha il compito di svolgere funzioni di verifica di questo miglioramento. I costi dell’amministrazione sono gli stessi del fondo prima della straordinaria.
Interviene la vicepresidente senatrice Annamaria Furlan (IV) che chiede se gli iscritti sono stati informati; a che punto è il confronto con l’INPS e ministero; se le aziende sono diminuite e se ci sono aziende che hanno fatto scelte contrattuali diverse.
Ruggiero replica a Furlan:
- la normativa relativa all’AS non prevede la pubblicazione dei bilanci, se non alla conclusione del mandato;
- gli attivi sono stati informati attraverso gli statini;
- contributi diminuiti anche per scelte di alcune aziende con relativo cambio di contratto;
Interviene la senatrice Elisa Pirro (M5S):
- responsabilità di imprese per cambio di contratto;
- bisogna distinguere fra lavoratori attivi e pensionati;
- quanto costerebbe assorbire i pensionati in INPS?
- sarebbe possibile diversificare la soluzione?
- sono passati 25/30 anni: COVIP può dirci se esistono e quante sono situazioni analoghe?
Pepe (in risposta a Pirro): i fondi preesistenti erano un migliaio, adesso sono 150. I fondi preesistenti chiusi erano nati in ambito bancario/assicurativo, quindi erano garantiti dal patrimonio dell’ente. Sto pensando a un fondo di garanzia per il risparmio tradito.
Ruggiero (in risposta a Pirro): i pensionati costituiscono un costo, ma l’accordo si ispira ad un principio di uniforme soddisfazione delle figure interessate.
Pepe (precisazione a Ruggiero): non parlerei di costo dei pensionati, ma di diritti.
Bagnai: non nascondo alcune perplessità:
- trattandosi di un fondo a ripartizione non era difficile prevedere l’esito (culpa in vigilando?)
- siamo legittimati come commissione a farci carico del problema
- visto che il fondo era a ripartizione, il passaggio alla capitalizzazione avrebbe dovuto garantire i conti individuali (“gli zainetti”) ma così, almeno dal 2004, non è stato. Cosa ha da dire il commissario in proposito?
Ruggiero (in risposta a Bagnai): È vero, ma la formulazione “a capitalizzazione” è stata quanto meno “azzardata”, poiché il regime di finanziamento rimaneva di tipo ripartitorio. L’esito dei tagli (dal 20% all’88%) non è stato soddisfacente.
Bagnai (in replica a Ruggiero): sembra di capire che si tratti di un problema politico di comunicazione di carattere storico. Mi permetto di porre 3 domande in merito all’AS:
- Perché ci sono voluti 6 anni per arrivare alla soluzione proposta?
- Perché, in occasione delle proroghe, non sono stati prodotti i bilanci?
- Ci si è posti un problema di trasparenza verso gli iscritti, non solo verso il funzionamento del fondo, ma anche verso l’Amministrazione Straordinaria?
Ruggiero (in replica a Bagnai):
- alla scadenza di ogni anno AS ha fornito a Covip tutte le informazioni sul suo operato;
- agli iscritti è stato comunicata attraverso gli statini l’esistenza di un problema di sostenibilità;
- i 6 anni sono da ascrivere al ritardo delle parti istitutive e di Byblos.
Bagnai (in replica a Ruggiero): nelle parti istitutive lei ha riscontrato resistenze? Quali gli interessi in gioco?
Ruggiero (in replica a Bagnai):
- l’AS ha svolto un ruolo di promozione e di stimolo alle parti istitutive;
- individuare gli interessi in gioco non rientra nei compiti del commissario;
- le parti istitutive non avevano l’obbligo di trovare una soluzione;
- dal 20 novembre 2025 (leggi: data dell’addendum) ho avuto interlocuzioni continue con Byblos.
Magni (AVS): il problema rimane. Non mi pare che i lavoratori abbiano avuto risposte. Il tavolo di confronto con il ML è ancora aperto? Pepe: il tavolo non è chiuso. Il fondo è come una Cassa e le Casse hanno diritto a finire in INPS in caso di default. Quindi è un problema legislativo. Se non sarà possibile confluire in INPS ho un piano B: i ristori. Il problema ha una valenza sociale: non posso essere io a fare la legge che ci vuole.
La seduta si chiude qui.
Hanno collaborato alla stesura del “verbalino”: Lino Tordini del Comitato di Coordinamento

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