Una cosa chiara ed evidente… cartesiana

se il sindacato ed enti e interessi collegati – editori in primis ma anche frammenti politici dagli interessi quanto meno opachi – continueranno a spingere verso la soluzione della crisi del Casella così come delineata dal famigerato accordo del 2 dicembre sarà solo e soltanto in virtù di un atto di arbitrario potere del tutto contrapposto agli interessi legittimi dei lavoratori.

Vogliamo vederli i sindacati ancora a mendicare tessere, credibilità, a fare appelli alla solidarietà, alle mobilitazioni per questo quello e quell’altro ancora… a nascondere sotto la retorica di una funzione di difesa e tutela solo millantata e pretesa, con gli interessi, dalle istituzioni il loro sostanziale e conclamato fallimento nell’unica cosa che li giustifica: difendere gli interessi costituzionali dei lavoratori.

Piena e assoluta applicazione dell’art. 38 della Costituzione. Il resto sono chiacchiere e distintivo.



2 risposte a “Una cosa chiara ed evidente… cartesiana”

  1. Buongiorno, io come tanti altri colleghi di Sassari siamo stati licenziati a Settembre del 2024. Noi non siamo in pensione e non lavoriamo nel mondo dell’editoria. Quale sarà la nostra sorte económica dopo 25/ 30 di versamenti?

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    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Sarà tutta da discutere. L’accordo di quei gaglioffi prevede percentuali infime da trasferire a Byblos, il fondo dei grafici, ma la maturazione dei diritti pensionistici in quanto tali è negata a tutti. Al più potranno prevedere dei riconoscimenti su quanto versato, ma l’entità dipenderà esclusivamente da quanto c’è nelle casse del Casella… cioè nulla o poco più. Deve intervenire lo Stato nella modalità con cui è intervenuto nel caso del fondo dei giornalisti nel 2021. E da questo lato i sindacalisti non ci sono anzi… Bisogna farsi sentire e sostenere il Coordinamento, prima che sia troppo tardi.

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