Tale può dirsi quella che si consumò nell’autunno del 2021. Lo testimonia questo articolo del “Sole24Ore”:

A inchiostro ancora fresco la CGIL-SLC risponde con un comunicato emblematico, riassumibile così:

Qui il testo completo dalla rivista dell’USPI.
Anche a prenderli sul serio scappa da ridere. A un anno dal commissariamento, con le pezze là dove non batte il sole costoro – gli stessi che poi firmeranno l’accordo del 2 dicembre 2024 e che sedevano anche nel cda del fondo Byblos con un conflitto di interesse grande come più di una casa – trovano il coraggio di considerarsi come risolutori della crisi dell’INPGI!!!! E lo scrivono seriamente! Come se nulla fosse. E rifiutano! Sì, sono così ricchi e sicuri da rifiutare una soluzione tutta da discutere, certo, ma, come poi è andata a finire per l’INPGI, sì migliorativa per i poligrafici, attivi, differiti, silenti e pensionati.
Qui c’è davvero, per i poligrafici che ancora lavorano nei quotidiani, da riflettere e bene sulla natura reale della delega alla rappresentanza dei loro interessi che hanno dato e continuano ancora a dare a simili personaggi. Fatelo per voi stessi e per quella dignità che il lavoro ancora possiede, ma stracciate le tessere e mandateli a quel paese!! Non vi meritate questo scempio!
(*) Il virgolettato è di Carlo Emilio Gadda, nell’Appendice alla Cognizione del dolore.

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