Se c’è qualcosa di davvero disgustoso in tutta la vicenda Casella questa è la diceria che indica nei prepensionati i responsabili del disastro.
Attenzione i prepensionati non i prepensionamenti! Non è una distinzione causidica. I prepensionati sono le persone, i lavoratori che sono stati indotti, in un modo o nell’altro, con le buone o con le cattive, a usufruire degli scivoli approntati da coloro che adesso dicono che non dovevano farlo!!!!
Non è semplice ipocrisia! È una gagliofferia di nati furbini e diplomati truffatori. Se sindacalisti, tutti; qualche politico, anche; più di una signora in COVIP, affermano che qualcuno dei pensionati ha preso più di quanto versato cosa dicono se non che qualcuno gliel’ha permesso e lo ha indotto applicando regole condivise da sindacati ed editori? Ma se affermasse questo come non attribuire la responsabilità del disastro a chi quegli accordi ha promosso e firmato? Ma si dà il caso che gli stessi che hanno firmato quegli accordi e che ancora vorrebbero firmarli, sono gli stessi che hanno firmato l’autoliquidazione! Come assumersi la piena responsabilità quando si fa di tutti per negarla ora e per sempre?
Per incentivare i prepensionamenti si sono usate per decenni argomentazioni vicine al ricatto: sarai licenziato; guarda ti conviene; sarà l’ultima volta; ti paghiamo la riserva matematica. Hanno fatto leva sulla paura della perdita del posto di lavoro, in un crescendo rossiniano fatto di blandizie e velate minacce.
Chi firmava quegli accordi sapeva benissimo che con questo sistema il Casella non avrebbe retto, ma in questo modo realizzava gli interessi di chi grazie ai prepensionamenti accedeva ai sostegni della 416; abbassava drasticamente il costo del lavoro; manteneva inalterati i profitti – sì perché ci sono stati e forse ancora ci sono profitti nel settore e quando questi mancano ci sono gli aiuti di Stato. E, insieme, creavo un ottimo capro espiatorio da usare quando sarebbe arrivata l’ora del disastro.
Purtroppo questa vera e propria diceria dell’untore, fatta propria anche da lavoratori boccaloni, ha trovato corso e come ogni moneta falsa ha soverchiato quella vera.
Il diavolo, uso a costruire pentoloni, come capita spesso, si dimentica dei coperchi.

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