A margine di un comunicato tardivo

Intanto siamo grati del comunicato di alcuni esponenti del PD che ieri è circolato nelle agenzie di stampa nazionali (Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria del Pd, Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, e Marco Furfaro, responsabile Welfare nella segreteria del Pd). Si tratta indubbiamente di un notevole passo avanti nella presa di coscienza da parte della politica del problema Casella. Ma soprattutto della insostenibilità/illegittimità dell’autoliquidazione.

E sta forse qui – mi permetto – un punto che merita qualche considerazione, se vogliamo, critica.

L’inusualità della riunione della COVIP è preceduta dall’inusualità che dura ben 20 mesi della procedura di autoliquidazione.

Un’autoliquidazione spinta promossa e sottoscritta da editori e sindacati uniti. Senza distinzione e, da parte sindacale, con uso sistematico della reticenza, dell’opacità e del silenzio!!!

COVIP, per voce stentorea di Francesca Balzani, allora presidente facente funzioni di presidentessa della COVIP, dichiarò il 13 marzo del 2025, in commissione Bagnai che non avrebbe potuto dare alcuna autorizzazione all’autoliquidazione. Affermazione ambigua che nel corso del tempo è diventata un suo contrario dislessico: approviamo l’autoliquidazione ma non possiamo dire nulla sul suo contenuto. Vale a dire la cancellazione delle prestazioni pensionistiche e una manciata di tabacco agli attivi per portarli nel fondo Byblos.

Ci risulta che Francesca Balzani, come recita la scheda di wikipedia sia organica al Partito Democratico. Per l’amor del cielo, non sempre nei partiti la mano sinistra sa ciò che fa la mano destra, ma noi più volte abbiamo segnalato in diversi incontri anche con esponenti del PD, che in COVIP la più accesa sostenitrice dell’autoliquidazione era la signora Francesca Balzani. La quale, per altro, mai e poi mai ha avuto il coraggio “democratico” di parlare con noi; di ascoltare le nostre ragioni; di avversarle con argomenti che non fossero quelli delle cosiddette parti istitutive. Tipo, per fare un esempio dei più rivoltanti: “ci sono lavoratori che hanno percepito pensioni più di quanto hanno versato”, dimenticando il fatto evidente che se l’hanno potuto fare è stato proprio grazie alle “parti istitutive” che ora la pensione la vogliono togliere a tutti, chi ha preso più chi ha preso meno, chi non l’ha presa affatto.

Ed è per questo che, pur accogliendo con fiducia la chiamata all’azione concreta del sottosegretario Durigon – chiamata alla quale speriamo risponda con sollecitudine e prestanza – ci saremmo aspettati che prima del comunicato una telefonatina alla signora Balzani per invitarla a non votare il 13 agosto per l’autoliquidazione potevano anche fargliela.

Un’ultima osservazione per chiarire la nostra posizione. La richiesta di intervento dello Stato, attraverso la disponibilità di fondi non deve arrivare nelle casse del Casella in autoliquidazione. Sia chiaro. Non deve essere una nuova orchestrazione del “se la cantano e se la suonano”, prima da soli ora con l’aiuto dello Stato!

Il comunicato di alcuni deputati del PD



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