Operazione “Vigiliamo COVIP” [aggiornamento]

COVIP, Commissione di vigilanza sui fondi pensione, consente di inviare un esposto individuale su ciò che il singolo cittadino ritiene “irregolarità, criticità o anomalie relative alla gestione di un fondo pensione”.

È proprio il caso nostro. Sollevare formalmente la questione della legittimità dell’autoliquidazione del Casella.

Abbiamo preparato un documento che deve essere compilato nelle sue parti variabili.

È CHIARO CHE L’INVIO MASSICCIO DA PARTE DI TUTTI GLI ISCRITTI ALLA CHAT È DI VITALE IMPORTANZA. NON COSTA NULLA E IL TESTO SEGUE LE LINEE GUIDA INDICATE DA COVIP.

L’esposto può essere inviato in due modi 1. via pec al seguente indirizzo: protocollo@pec.covip.it 2. mediante raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo COVIP – Commissione di vigilanza sui fondi pensione, piazza Augusto Imperatore, 27 – 00186 ROMA.

Per coloro che non hanno la pec il Coordinamento può spedire l’esposto utilizzando quella del Coordinamento.

Una volta compilato l’esposto inviatelo al mio indirizzo mail: debenedetti@mac.com, accompagnato dal documento di identità fronte e retro, provvederò a inviarlo alla COVIP, allegando i documenti indicati nell’esposto. 

L’esposto ha diverse versioni, che si differenziano per le diverse posizioni nelle quali si trova il lavoratori, li potete scaricare qui sotto:

nel caso in cui siano pensionati;

nel caso in cui siano differiti: sono da considerarsi a onere differito coloro che hanno maturato il diritto alla pensione perché hanno 10 anni di versamenti ma non sono più iscritti al fondo perché hanno cambiato lavoro. Quando avranno raggiunto l’età pensionabile potranno chiedere al fondo di avere la pensione spettante;

nel caso in cui siano silenti: sono da considerarsi “silenti” i lavoratori che non hanno il minimo di 10 anni di contributi e sono usciti dal settore. Se hanno un periodo di contribuzione successiva al 1995 potevano chiedere la restituzione dei contributi accumulati dopo il 1995, possibilità interrotta dal commissariamento del Fondo;

nel caso in cui siano attivi: sono da considerarsi coloro che continuano a lavorare nel settore.

Vanno allegati solo due documenti:

il decreto presidenziale del 1962 e

l’atto d’obbligo del 1995.



14 risposte a “Operazione “Vigiliamo COVIP” [aggiornamento]”

  1. Buonasera,

    io sono stato iscritto al fondo Casella per 21 anni fino al 2008, ho 62 anni e sono in pensione Inps, ma fino ai 67 anni non percepirò ? nessuna pensione integrativa dal fondo : in quale tipologia rientrerei perché non mi riconosco nelle definizioni lette fino ad ora nei documenti del coordinamento, ultimo l’esposto da inviare a Covip.

    Grazie per un chiarimento

    Luca Rizzi

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    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Ciao Luca, domani modificheremo la lettera per gli attivi i differiti (come te) e i silenti. L’importante è tenere sotto pressione anche COVIP, prima che si esprima in un senso o nell’altro e in attesa che si insedi il nuovo presidente e i nuovi commissari.

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    2. salve, mancano tra queste opzioni chi è andato in pensione 2020,nn percependo nulla dal fondo in quanto poligrafico dip. “Il Messaggero ” poi l’editore per sua scelta e con il beneplacito del fondo casella se ne distaccato entrando categoria grafici per quanto me che lavoravo rotative ed ha scorporato gli impiegati. Tutto questo ha generato ammanco potenziale di contributi dei lavoratori per il fondo. Con …la complicità del sindacato stesso.😡 grazie

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      1. Avatar Riccardo De Benedetti
        Riccardo De Benedetti

        Compili la lettera per i differiti

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  2. salve, mancano tra queste opzioni chi è andato in pensione 2020,nn percependo nulla dal fondo in quanto poligrafico dip. “Il Messaggero ” poi l’editore per sua scelta e con il beneplacito del fondo casella se ne distaccato entrando categoria grafici per quanto me che lavoravo rotative ed ha scorporato gli impiegati. Tutto questo ha generato ammanco potenziale di contributi dei lavoratori per il fondo. Con …la complicità del sindacato stesso.😡 grazie

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    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Compili la lettera per i differiti.

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  3. Avatar paradiseclearlyea453d2cb0
    paradiseclearlyea453d2cb0

    Vorrei inviare l’esposto alla Covip, ma non trovo i 3 testi da allegare indicati in coda.

    Potresti gentilmente inserirli qui nel blog?

    Grazie

    Aldo Badalà

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  4. Avatar Massimiliano Manenti
    Massimiliano Manenti

    Una domanda io andato in pensione a dicembre 2023 senza riserva matematica, versato al fondo casella dal 1994 al 2016, poi passato a byblos fino alla pensione. Risulto attivo, che opzione sono? Grazie

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    1. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Differito. Più di 10 anni versamenti, quindi diritto di pensione e rappresenti un costo differito del fondo.

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    2. Avatar Riccardo De Benedetti
      Riccardo De Benedetti

      Ma a Byblos ti hanno portato anche i versamenti al Casella?

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      1. Avatar Massimiliano Manenti
        Massimiliano Manenti

        Ma se dovesse andare in liquidazione come figurerei?

        Il lun 3 feb 2025, 21:55 Il Fondo “Fiorenzo Casella” una catastrofe

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      2. Avatar Massimiliano Manenti
        Massimiliano Manenti

        No i vestiti versamenti casella sono rimasti nel casella 36000

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      3. Avatar Riccardo De Benedetti
        Riccardo De Benedetti

        Guarda, occorre per la nostra salvaguardia mentale azzerare il tutto: il calcolo del danno sarà ingente comunque, a meno che non strappiamo un concreto decreto ministeriale o parlamentare che disponga la restituzione dei versamenti effettuati al netto delle erogazioni pensionistiche ricevute; per coloro che non hanno preso nulla la restituzione dei soldi versati; o la prosecuzione del Fondo ripianando il tutto con l’intervento statale. Altra via d’uscita non ce n’è. Perché deve essere chiaro ai lavoratori che, sono sincero, stentano a comprendere il senso di una liquidazione: ci sono solo le briciole e in più non potremo neppure controllare a quanto ammonta l’onorario del liquidatore. Ti faccio un esempio: un curatore fallimentare nominato dal giudice prende una percentuale precisa sul volume dei beni messi all’asta per recuperare il denaro che l’insolvente ancora deve dare ai creditori. Nel caso nostro immaginati solo a quanto ammonterebbe quella cifra con la montagna di milioni che andrebbero a liquidare. Sarebbe lo stesso se ci fosse una liquidazione coatta amministrativa, ma almeno ci sarebbe l’apertura obbligatoria di un fascicolo penale a carico dei gestori!!!

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